Donne e filosofia: il ruolo femminile nella società

3 Giu 2013

​Qual è il ruolo femminile nella società odierna? L’abbiamo chiesto a Nicla Vassallo, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova (www.niclavassallo.net).

Qual è oggi il ruolo della donna nella società italiana?
Tenderei a parlare di donne, non di donna. Non c’è solo un’unica donna, bensì molteplici donne, in virtù delle loro diverse appartenenze, appartenenze che vanno dal loro vissuto personale alla loro etnia, dalla loro classe socio-economica alla loro preferenza sessuale, dal loro livello culturale alla loro età. Ogni donna esperisce tutto ciò in un tuo modo particolare, specifico. Parlando, dunque, non solo delle donne, ma dei ruoli delle donne nella società italiana, questi risultano ben più variegati di quanto immaginano. Limitandoci al piano professionale, passiamo dal ruolo della colf a quello dell’astrofisica – tanto per fare due esempi. Vige però di fatto lo stereotipo delle donne “migliori”, stereotipo che vuole troppo spesso donne-mogli e donne-madri. Credo che anche a questo stereotipo di debba il fatto che l’Italia viene classificata dal Global Gender Gap 2012 del World Economic Forum all’ottantesimo posto, preceduta, solo per citare alcuni altri paesi, da Cipro, Perù, Botswana, Brunei, Honduras, Repubblica Ceca, Kenya, Repubblica Slovacca e Cina».

Secondo Lei vi sono ancora ostacoli che impediscono alle donne di esprimersi in libertà? Se sì, quali?
Gli stereotipi o, se si preferisce, i modelli a cui una donna deve conformarsi impediscono a troppe donne di ricercare una propria peculiare identità in libertà. Pensiamo ai modelli che ci propongono televisione e pubblicità sessista. Si tratta di modelli in cui si trova esaltato il corpo, non la mente – e lo stesso, in fondo, vale nel caso delle donne-mogli e donne-madri. Se la tua mente viene “declassata” a favore della tua corporeità, come riesci a esprimerti in libertà?

La stampa divulgativa presta molta attenzione alle donne ma sempre relegandolo entro i confini rigidi di icone pre-definite (la donna in carriera, la mamma, il sesso debole….). Cosa ne pensa? Perché questo non sembra avvenire nei confronti degli uomini?
C’è un certo tipo di stampa che si radica sui modelli-stereotipi, di cui parlavamo, per riproporli rafforzati sotto forme di icone. Purtroppo, questo tipo di stampa non fa informazione, bensì propina pregiudizi. Ritengo che ciò rechi un danno alle donne stesse, che non trovano via d’uscita rispetto a un dover essere imposto dall’alto, imposto da un mondo regolato soprattutto sugli immaginari e sulle esigenze declinate al maschile. Proprio per questa declinazione, gli uomini riescono spesso a esentare se stessi dal pre-definito.

Quali aspetti delle donne a suo avviso la società non ha saputo ancora sfruttare?
Non si tratta tanto si sfruttare, quanto di valutare. La società italiana non valuta a sufficienza né le diversificate identità delle donne, né le loro capacità e professionalità. Questo anche perché non ci troviamo affatto in una società in cui si dà, su un piano realistico, un’effettiva equità ed eguaglianza tra donne e uomini, così i secondi vengono valutati meglio delle prime.

Qual è la percezione che le donne hanno oggi di sé?
Non sono una psicologa, né una sociologa, ma mi pare che le donne italiane continuino a percepire diverse tipologie di inferiorità rispetto agli uomini, altrimenti non si spiegherebbe la mancanza di autostima in molte.

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