Cefalea cronica: Approvata la legge che la riconosce come “malattia sociale”




9 Lug 2020
Fonte: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=86895 

È stato approvato in via definitiva dal Senato, con 235 pareri favorevoli e 2 contrari, il testo unificato del disegno di legge per il riconoscimento della cefalea cronica come malattia invalidante.

Il testo punta innanzitutto a riconoscere la cefalea cronica come malattia sociale quando si presenta nella seguenti forme:

a) emicrania cronica e ad alta frequenza;
b) cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
c) cefalea a grappolo cronica;
d) emicrania parossistica cronica;
e) cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione;
f) emicrania continua.

Inoltre si prevede che, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza Stato Regioni, saranno individuati progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea. 

“Oggi il Senato approva in via definitiva il testo unificato di due proposte, una della Lega e una del Pd, provenienti dalla Camera, che ha due obiettivi primari: includere la cefalea primaria cronica tra le malattie sociali e individuare metodi innovativi da sperimentare per contrastare questa penosa condizione. La cefalea non è un mal di testa passeggero, ma una tra le malattie più invalidanti, con alti costi sociali ed economici. Con questa legge chi ne soffre potrà godere di tutele sociali e lavorative”. Questo il commento di Paola Boldrini, capogruppo dem in commissione Sanità e firmataria di uno dei ddl.

Nel mondo il 12% delle persone soffre di cefalea cronica, in Italia parliamo di 8 milioni di persone, in prevalenza donne – spiega Boldrini – Chi ne soffre ha una vita molto complicata, spesso non viene creduto e deve ricorrere ad antidolorifici senza effetti nel lungo periodo, con un costo annuo calcolato in 2 mila e 600 euro a paziente, con gravi difficoltà personali e professionali. Con questa legge la patologia avrà un riconoscimento a livello nazionale, un passaggio obbligato per una diagnosi corretta, attraverso il coinvolgimento dei centri specializzati che stanno sorgendo un po’ dappertutto. Il passo successivo dovrà essere l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza, perché il Ssn sia in grado di garantire su tutto il territorio nazionale diagnosi precoci efficaci, cure e attività di prevenzione e di sensibilizzazione”.

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